Appunti, commenti sulla vicenda della ferrovia Fano Urbino

Coerentemente c’era anche l’associazione FVM a manifestare contro i tagli di Trenitalia, ma sottolineavamo anche l’importanza delle linee secondarie, Fano Urbino compresa.

Il servizio ferroviario non è importante solo per la costa adriatica ma anche per l’interno.

E’ stato comunque piacevole vedere tanti personaggi pubblici (sindaci, assessori, responsabili del commercio,  segretari locali di partito, componente di associazioni…) che ritengono che la Ferrovia Fano Urbino possa essere trasformata in pista ciclabile manifestare per avere più treni.

…e il presidente Ricci dov’era??? A casa malato hanno riferito. E’ proprio vero ….i treni gli fanno venire la febbre!!!

di seguito la risposta agli articoli comparsi nei giornali locali relativi alla dismissione

APPUNTI , COMMENTI SULLA VICENDA DELLA FERROVIA FANO-URBINO.

Dopo i fatti accaduti recentemente riguardo la Ferrovia Metaurense mi sento in obbligo , come  umile suddito e non come cittadino della Repubblica, di esprimere qualche opinione su quanto si legge nelle pagine del Carlino.

Sono completamente d’accordo su quanto afferma l’Ing. Gambioli:

Sul Ministro Passera: trattandosi si un eminente persona , ma completamente a digiuno di cose ferroviarie,

con tutta probabilità ha firmato un provvedimento letto (? ) affrettatamente senza la minima considerazione

ad analizzare con attenzione il caso ( cioè  ascoltando e confrontando come un buon giudice le diverse argomentazioni );  di sicuro ha ritenuto di realizzare – dietro sollecitazioni varie-  un grande risparmio di spesa (!): quale non si sa.

Di certo si DILAPIDA  un grande patrimonio che appartiene al popolo italiano!

Sul Sen. Londei: ritenuto un estimatore del mezzo ferroviario, fu intervistato da FVM anni fa con lo scopo di allacciare un rapporto di collaborazione; il Senatore conosce benissimo l’azione condotta in questi  anni da FVM , ma non ha  mai chiesto un minimo confronto  per ampliare le Sue conoscenze od agire in comune per il bene del territorio.

Il Prof. Pencarelli pone giustamente il quesito tra costi ed opportunità.

Balza però , agli occhi anche dei più sprovveduti, l’enorme divario tra le grandi e molteplici potenzialità offerte dalla ferrovia e la misera realtà costituita da una ciclabile che esclude e si sostituisce al treno.

Tanto per chiarirci prendiamo come esempio la ferrovia della Val Venosta, simile alla Metaurense .

Dai dati ufficiali della Prov. di Bolzano, proprietaria della struttura, nel 2010 si sono ottenuti i seguenti risultati:

  2.700.000 ( duemilionisettecentomila) persone trasportate, 22 ( ventidue) milioni di euro apportati dal solo (!) turismo svizzero ( non esistente prima della riapertura della linea) alle attività della valle ed oltre 20.000 cicloturisti che hanno utilizzato il treno e sono in

 continua crescita .

Queste sono opportunità rispetto ai costi  ( che si ammortizzano nel tempo!).

La questione poco dibattuta ma che deve essere affrontata è la seguente :

LA FERROVIA SERVE O NO?

RAPPRESENTA UN MEZZO PER LO SVILUPPO DELLA VALLE METAURENSE O NO?

Tale problematica è stata affrontata e sviluppata dea Prof. Bariletti , Docente Universitario e consulente di imprese ferroviarie, Regione Lazio e provincia Rieti.

Le sue analisi e progetti  ( ricostruzione e gestione) sono ampliamente favorevoli al ripristino.

Di contro la Provincia di Pesaro-Urbino non si è mai degnata di rispondere ai  pressanti inviti di FVM volti ad un sereno e disinteressato confronto tra opposte tesi tra gli esperti;

molto probabilmente perché non ha mai avuto un progetto valido da confrontare.

 Un commento sull’indagine demoscopica. A parte l’esiguità delle persone intervistate, si evince che la parte ( maggioritaria) di chi vuole la riapertura é di bassa scolarità.

Tra i sostenitori della proposta di ripristino abbiamo persone “ a bassa scolarità” come il compianto scrittore Paolo Volponi, fiero sostenitore del treno per Urbino, il Prof, Annibale Salsa , già Docente alle Univv. di Genova e Ginevra, antropologo e Consulente UNESCO, gli scrittori-giornalisti Paolo Rumiz,

Carlo Vulpio, Paolo Pittaluga, il Prof. Ilvo Diamanti dell’Univ. di Urbino anche lui scrittore e giornalista,

il Prof. Boiani già direttore del Museo della Ceramica dei Faenza , la Dirigenza del FAI delle Marche e Nazionale, oltre a numerosi esponenti di Legambiente.

Oltre all’appoggio  dei summenzionati, FVM ha uno staff di esperti di cultura e valenza tecnica di valore nazionale che hanno prodotto una notevole mole di documenti e progetti quali né la Regione né la Provincia

hanno mai redatto come base della loro recente azione : in poche parole non hanno fatto nulla..

Con tale comportamento si pongono al di fuori di ogni comportamento degno di una nazione democratica fondata sulla Costituzione qual’è l’Italia.

 Se fosse vero che il Ministero se ne è lavato le mani di questa nostra ferrovia, è  anche vero

che la provincia ha fatto la parte del sapone per i motivi che ho illustrato prima, anzi si è accanita contro

di essa , da quando Ricci ha assunto la Presidenza, con una dinamicità quanto mai sospetta.

La ferrovia , al contrario di quanto affermato da alcuni personaggi, non ha mai dato fastidio a nessuno,

sono invece le sue potenzialità e caratteristiche economiche che “stimolano” molto.

Propagandare , poi, l’ipotesi di una ricostruzione lungo l’asse viario Fano- Fossombrone  è una favola

priva di ogni giustificazione logica, progettuale, economica ed operativa.

Pensate a quanto costerebbe solo espropriare i terreni ed allo scempio ambientale paragonabile a quello attuato per la terza corsia dell’Autostrada ( ci basta ed avanza già il fotovoltaico).

Si vuole poi difendere la Pergola-Fabriano quando invece il servizio è sospeso grazie anche alle politiche

del “Palazzo” . E’ bene che tutti sappiano che le Marche corrono il sicuro pericolo di vedersi portare via il sistema ferroviario interno proprio per l’incapacità di offrire un vero servizio pubblico coordinato tra gomma e ferro.

Si vuole solo confondere la gente con la proposta di un fantomatico collegamento Urbino-Roma con la   stazione-capolinea a Fossombrone (!) , proposta del tutto illogica ed irrazionale con la Metaurense distrutta ,con la direttrice Ghilardino-Torricella che obbliga  la costruzione di gallerie ( costano milioni al metro di euro – vedi la Guinza) per giungere a Pergola ed intanto chiudono la Pergolese, chiuderanno la Maceratese, la Ascoli- P.S.Giorgio in via di elettrificazione  e poi, non perdiamo le speranze, anche la Romana e l’Adriatica: tanto ci sono auto ed autobus ( anche aerei ) di costo  sempre più economico e conveniente per tutti!

A proposito di cifre: si afferma con certezza che la ciclabile sulla ferrovia ha un costo limitato.

Pregasi fornire il progetto economico.

Siccome non esiste, cerchiamo di ipotizzare una cifra riferendoci ad esempi concreti.

La ciclabile tra Fosso Sejore e Fano , che a quanto sembra non produce un gran chè a livello economico, è

costata quasi sei mil. di euro che divisi per la lunghezza del percorso fa  circa un milione a Km.

Si moltiplichi la cifra x 25 ( distanza kilometrica di Fossombrone) : il risultato è tra i 25 ed i 27 milioni.

Penso che per un “giocarello” del genere sia una somma considerevole, senza parlare dei costi di manutenzione, di illuminazione , di messa in sicurezza delle gallerie di Tavernelle.

 Dove si troveranno i soldi?

In Europa? Nei nostri floridi Comuni? Oppure nelle tasche di Sarkosy o della Signora Merkel?

Quanto al giudizio (falso) sull’errata strategia attuata da chi vuole solo la riapertura della Metaurense,

è bene sottolineare che l’Associazione ha sempre avuto in mente il collegamento con Pergola con percorso da studiare con attenzione ed oculatezza. La stazione di Pergola è stata restaurata grazie all’intervento di

FVM che ha permesso al Comune di Pergola di dare mano ai lavori.

Inoltre tramite l’intervento del Genio, si era delineata un’ ipotesi di collegamento con Rimini attraverso cinque diversi tracciati.

 Per quello che riguarda la proposta “velorail” non è assolutamente originale né  sperimentale.

FVM era nata proprio con l’idea di salvare il percorso della linea adottando tale mezzo; uno dei nostri soci fondatori Dr.  Antonello Sica si era recato in Francia per un’esperienza dal vivo e ne era rimasto entusiasta.

L’ostilità del Vice sindaco di Fossombrone , interpellato da me nel 2000 a tale proposta, aveva fatto mutare l’obiettivo del sodalizio con uno scopo molto più importante ed appagante per il territorio: la riapertura con il treno vero.

A parte la miriade di contraddizioni che si rilevano dall’intervista al Presidente Ricci , questo mi appare di basilare importanza : distruggere un bene ed una struttura fondamentale per la valle per sostituirlo con un

qualcosa a basso profilo di nessuna utilità pratica né tanto meno utile a stimolare profondamente le

attività , le esigenze e le aspettative di sviluppo della popolazione di tutta la valle del Metauro .

Da ultimo e qui finisco, vista la gravità del momento in cui tanta gente si ritrova con il timore di un

futuro, assai prossimo, carico di difficoltà e ristrettezze, proporre una faccenda del genere mi sembra immorale se non carica di pericoli .

A pancia vuota non si pedala velocemente ed “ in sicurezza”, soprattutto in inverno con temperature

sottozero od in estate col sole che spiomba a trentacinque gradi.

 Provare per credere.

 Carlo Bellagamba/Presidente FVM