ITALO giunge a Pesaro nella piu completa indifferenza

Un silenzio assordante ha accolto domenica 15 dicembre, alla stazione di Pesaro , il prestigioso convoglio ITALO che iniziava ,con il nuovo Orario Invernale, i collegamenti tra le Marche e le Città italiane servite dalla Rete Nazionale ad Alta Velocità.
Il nuovo servizio, in diretta concorrenza con le FrecceRosse di Trenitalia, è stato accolto dalle Autorità locali con la più completa indifferenza.

A Rimini, appena  cinquanta chilometri più a nord, l’Assessore ai Trasporti  Dott. Mirra assieme al Dirigente Dott. Rossini era in stazione con tanto di bottiglia di spumante per un brindisi augurale con il personale di NTV.

Eppure il 26 gennaio del 2012 la stazione di Pesaro rigurgitava di Assessori, di Sindaci  e della Nomenklatura nostrana che manifestavano , giustamente preoccupati, contro la ventilata
minaccia di Trenitalia di sopprimere o ridurre fortemente le fermate dei FrecciaBianca con pesanti ricadute sull’economia locale.
Oggi, con una crisi che morde impietosamente le attività della provincia, all’arrivo del modernissimo AGV era presente solo FVM , l’Associazione che si batte per il ripristino della ferrovia Metaurense, con alcuni soci convenuti ad immortalare l’avvenimento: una manciata di “nostalgici” ha salutato uno dei gioielli tecnologici  del trasporto ferroviario (primo esempio in Europa dell’imprenditoria privata nel settore) capace di migliorare la qualità del modo di
viaggiare delle persone rinunciando vantaggiosamente all’uso dell’automobile sui percorsi serviti.  
Con Italo si viaggia anche “marchigiano”.
Non dimentichiamo, poi, l’importanza delle linee e dei treni locali che alimentano l’utilizzo delle più prestigiose Direttrici Principali e che offrono la connessione dei territori dell’entroterra con il resto della Nazione.
Un veloce esempio è d’obbligo.
Da Urbino, con la riapertura della Metaurense, si potrebbero raggiungere: Milano  in poco più di tre ore, Bologna  in poco più di due ore. Torino in circa quattro ore, Venezia in tre ore e trenta minuti.
Fano potrebbe diventare, purchè lo si voglia, il fulcro di tale rete di collegamento con opportune ed oculate strategie finanziarie.

La nostalgia può correre sul filo dei 300 chilometri all’ora, l’indifferenza porta , più o meno felicemente, al disastro. 

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