Ferrovia Valle Metauro

Idea demenziale

Venerdì 18 Luglio 2014 15:17
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Mentre il duo pesarese Ricci & Ricci persevera nell’ intento di distruggere definitivamente la ferrovia Fano Urbino senza alcuna giustificazione tecnica, senza alcuna condivisione delle loro scelte con i territori e le associazioni, cercando di annullare con le loro idee un patrimonio infrastrutturale di enorme valore culturale, storico ed ambientale costato nel secolo scorso decenni di lotte e notevoli soldi pubblici, finalmente qualcuno reagisce.

Il neo eletto sindaco di Urbino Maurizio Gambini, il primo cittadino della nostra perla turistica nonché patrimonio UNESCO, dopo tanti schiaffi alla sua città ricevuti per la carenza di collegamenti ferroviari (dalla bocciatura a Capitale della Cultura Europea, al turismo mancante, all’università meno attraente, alla nuova viabilità stradale che ha prodotto solo danni al paesaggio vedi bretella e nuovo parcheggio S. Lucia), risponde agli articoli dei quotidiani di domenica scorsa.

Negli articoli del Resto del Carlino e del Messaggero il consigliere regionale Mirco Ricci, omonimo ( e forse parente dell’ex presidente della provincia), faceva conoscere il suo emendamento per la riconversione della tratta ferroviaria Fano Urbino in pista ciclabile ricercando nei Fondi Europei le risorse.

Nel Messaggero di mercoledì 16 luglio Gambini replicava che Urbino è pronta a far le “barricate” contro un idea ritenuta "demenziale", ed è pronto con una proposta alternativa che coinvolga le associazioni di categoria e gli imprenditori: la FERROVIA TURISTICA.

Mirco Ricci ha fatto appello al pragmatismo perché secondo lui la riattivazione della tratta è una lontana chimera, ci chiediamo: come si fa ha ritenere la riattivazione una chimera se nessuno ha mai provato ha riattivarla?

Dai politici locali mai una richiesta d’incontro con un ministro, mai un’interpellanza parlamentare, mai una seria determinazione ma solo finzione od incapacità.

Dietro il pragmatismo secondo noi si nasconda l’incompetenza di portare a termine grandi obiettivi oppure la volontà di lasciare immutato il trasporto pubblico locale affidandolo completamente agli autobus. Chissà perché??

 

Le scelte perdenti per cercare di sostituire il treno

Venerdì 27 Giugno 2014 21:20
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Dov'è finito il carrello portabici tanto acclamato nella stampa locale dall’ assessore al turismo provinciale Minardi, dal presidente di Adriabus Londei e dalle associazione For.bi.ci. e Argonauta che avrebbe dovuto caricare i cicloturisti di Pesaro, Fano, Marotta, Fossombrone, Urbino, Cagli, Cantiano con destinazione Gubbio per far scoprire le bellezze paesaggistiche ed architettoniche dell’entroterra nell'estate scorsa?

Sembra che l’idea di attrarre tanti turisti che desiderassero fare lunghe pedalate sotto il sole d’agosto non abbia funzionato.

La proposta poteva avere senso per le comitive organizzate che, partite tutte dallo stesso posto , avrebbero raggiunto la stessa meta. Invece bastava poco per capire che offrire un servizio capillare a coloro che, in qualsiasi fermata degli autobus desiderassero salire o scendere con la propria bici, era una scommessa perdente: quanto tempo era necessario per caricare e poi sganciare la bicicletta?

Bisognava essere molto ottimisti per sperare un'affluenza nelle giornate di sabato e domenica estive, senza offrire alcuna certezza d’orario, di almeno 30 ciclisti a viaggio per coprire le spese di gestione di almeno 1200 euro al giorno per le quattro corse effettuate.

Riteniamo che questa proposta sia una delle tante esternazioni a sostegno del tentativo di far fallire il progetto per il ritorno del treno nella Valle del Metauro fino ad Urbino.

resto del carlino 18 maggio 2013

Così , mentre ci si adoperava per distruggere la ferrovia metaurense anche dal punto di vista giuridico con la dismissione voluta dal ex presidente della provincia Matteo Ricci, paradossalmente, nello stesso momento si stava maturando in tutta Italia la tendenza a rilanciare tanti progetti di recupero delle ferrovie abbandonate attraverso l'istituzione delle Ferrovie Turistiche.

Hanno avuto, infatti, un enorme successo ed una rilevante promozione sul territorio la riapertura della ferrovia Sulmona-Carpinone e della Agrigento- Porto Empedocle. Una legge apposita è già stata calendarizzata per la discussione in Parlamento per permettere l' utilizzo di queste tratte, tra le quali la Fano Urbino, e (guarda caso!) i firmatari di questa proposta di legge sono per la maggior parte del Partito Democratico.

La proponente e prima firmataria del provvedimento è l'on. Maria Iacono parlamentare agrigentina del PD, la quale con rara sensibilità ha accolto anche le nostre richieste .

Il 10 giugno scorso a Roma i parlamentari del PD a Roma hanno organizzato un convegno per il riutilizzo delle ferrovie storiche. Invece pare che in provincia di Pesaro e Urbino tanti esponenti del PD preferiscano buttare all'aria un patrimonio come una ferrovia per far posto ad una pista ciclabile.

Tale struttura potrebbe essere benissimo fatta in altri percorsi più idonei e naturalistici, come ad esempio lungo il fiume Metauro; in futuro potrebbe avere a sostegno un moderno treno, invece che un carrello trainato da un autobus.

Ma siamo nel periodo della velocità: bisogna fare tutto subito ed allora sembra importante fare presto con scelte anche di bassa qualità ed importanza.

Se poi un' opera di grande valore infrastrutturale, culturale , monumentale, non più replicabile verrà resa inutilizzabile non importa.

Prevale la tesi di Lucignolo e l'Italia diventi pure "Il paese dei balocchi" !

Ricordiamo che quest’anno il tratto Fano-Fossombrone compie 100 anni.

Consoliamoci comunque con il nuovo servizio di Adriabus che ha abbandonato il servizio sportivo e si è dedicata a quello culturale spostando il capolinea della corsa rapida Urbino-Pesaro in viale Trieste dove alloggiano i turisti.

Una domanda, però, sorge spontanea: i turisti non sono ospitati anche a Fano e Marotta? L'entroterra della Valle del Metauro non merita di essere visitato? Sicuramente un bel treno farebbe comodo ai turisti, agli abitanti ed ai ciclisti, ma la soluzione toccasana è: meglio trovare soluzioni più banali e rapide.

La ferrovia? E' troppo impegnativa!!!

 

 

 

 

I rami secchi tornano a fiorire !!!

Giovedì 12 Giugno 2014 21:17
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Nel TG1 del 9 giugno scorso è andato in onda un servizio dedicato alla ferrovia Agrigento- Porto Empedocle, la ferrovia della Valle dei Templi, riaperta ed utilizzata a fini turistici con immediato ,enorme successo. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ada87ad1-a379-4dbb-8b57-8fc1ae4249ad-tg1.html

Bisogna riconoscere alla Sicilia una capacità creativa ,unita ad una notevole dose di praticità operativa, purtroppo del tutto sconosciute nel territorio Marche Nord. Siamo testimoni di un fatto eclatante: una ferrovia " desertificata" dai flussi passeggeri risorge a nuova vita grazie all'iniziativa di una Parlamentare del PD ( l'On. Maria Iacono ) che , coadiuvata da appassionati locali, ha saputo coinvolgere istituzioni ( la Fondazione FS) ed enti locali in un'operazione virtuosa che si pone quale esempio da imitare in tante località del "Bel Paese".

Quel binario unico che attraversa la Sicilia più antica e si snoda lungo i celebri monumenti di Akragas è diventato una sorta di museo in movimento. Si attendono nei prossimi mesi l’arrivo di centinaia di turisti, studenti, appassionati provenienti da tutto il mondo e, perchè no, anche agrigentini e siciliani che vogliono riscoprire il loro territorio. Si viaggia in maniera "nuova " , utilizzando il vettore ferroviario, godendosi tranquillamente il panorama della Valle dei Templi ed il mare Mediterraneo alla “inebriante" velocità di 30 km/h. Un particolare ringraziamento va rivolto a Maria Iacono che ha preso a cuore le sorti delle ferrovie, non solo agrigentine, presentando alla Camera dei deputati una proposta di legge per l’istituzione delle Ferrovie Turistiche in Italia. Inoltre è bene far sapere che è stata l'appassionata attività di Ferrovie Kaos a diffondere e dimostrare che le nostre ferrovie , moderne ed antiche , possono invece rappresentare una fondamentale risorsa per lo sviluppo economico e turistico del territorio.

…e la ferrovia Fano Urbino ? La nostra Ferrovia metaurense , poichè possiede un bacino di utenza elevato , ha tutti i numeri per replicare i successi ottenuti in Valvenosta, nel Foggiano e nella Valle del Tronto; tutto ciò comporterebbe un notevole risparmio economico che unito ed integrato ad un sistema di trasporto pubblico su gomma ( per le zone a bassa frequentazione) migliorerà l'esigenza e la qualità dello spostamento dei cittadini. Per di più il valore turistico del territorio Metaurense ed Urbino è immenso....ma per poterlo sfruttare al meglio bisogna creare una rete od un sistema capace di unirlo tutto: la ferrovia Fano Urbino esiste ed è pronta a questo.

Gli amici dell’Associazione Ferrovie Kaos hanno trovato politici intelligenti e preparati disposti ad ascoltarli e di mettere in pratica i loro progetti. L’ Associazione FVM si augura che anche i nostri politici , di fronte a questo rilancio delle ferrovie che siano le grandi reti (AV) oppure le ferrovie locali ( Ascoli docet) o le ferrovie turistiche , siano disponibili ad ascoltarci e siano disposti a fare degli studi progettuali seri .

Rimaniamo a disposizione di tutti per dare il nostro modesto contributo alla ripresa turistico, culturale e sociale della Valle del Metauro. Se invece si vorranno perseguire le scelte “imposte” da personaggi estranei al territorio e distruggere per sempre la ferrovia Metaurense non ci resta altro che ....sperare in bibliche moltitudini di cicloturisti provenienti da tutto il mondo desiderosi di pedalare per decine e decine di km con il caldo estivo ed il freddo invernale per vedere le nostre meraviglie. Ma un dubbio sussiste.

   

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