Associazione Ferrovia Valle Metauro

Auguri a tutti

Lunedì 05 Dicembre 2016 09:44
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Auguri

Sperando che il Natale, in futuro, si festeggi con un treno vero!

 

Finanziata la ferrovia per Matera. Rimarrà solo Urbino senza ferrovia?

Mercoledì 30 Novembre 2016 09:44
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Riattivazione tratta Fano-Urbino  

Comunicato stampa FVM 2016-11-28: Finanziata la linea ferroviaria “Ferrandina – Matera “


 “ E’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2017 e di 32 milioni di euro per l’anno 2018 e 42 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2022 quale contributo al nuovo contratto di programma – Parte investimenti 2017-2021 di Rete ferroviaria italiana (RFI) Spa destinata al finanziamento della nuova linea ferroviaria Ferrandina-Matera La Martella”

Questo il contenuto dello storico emendamento passato in Commissione Bilancio della Camera il 23 novembre u.s. che porterà a Matera le Ferrovie dello Stato. In totale 210 milioni di euro per completare i 29 chilometri che separano Matera da Ferrandina, snodo del collegamento Battipaglia-Metaponto (asse del collegamento tirrenico – ionico).

Dopo trent’anni di lavori interrotti,  ecco che i sogni si avverano, l’attesa storica del superamento dell’isolamento ferroviario della città di Matera sta per terminare .

L’approvazione dell’emendamento alla legge di Bilancio con la quale si assegnano 210 milioni di euro per il completamento della linea ferroviaria Ferrandina – Matera rappresenta un grande e positivo risultato dei parlamentari lucani che hanno saputo mettere da parte ogni divisione politica per raggiungere insieme questo grande risultato.

 "Un risultato che aggiunge un ulteriore tassello di civiltà e di potenziamento economico alla nostra regione. Con questo finanziamento – ha commentato il presidente del consiglio regionale Mollica - il popolo lucano può finalmente riscattarsi per quel diritto costituzionale alla mobilità che per tanti anni, troppi, gli è stato negato. Il plauso va a tutti coloro, associazioni, cittadini, istituzioni, che si sono impegnati in questa battaglia con grande senso civico a prescindere dal colore politico di ciascuno. Accomunati, inoltre, dall'orgoglio identitario per affrontare le prossime sfide a cui la Basilicata dovrà rispondere, a partire da Matera 2019".

Siamo dunque di fronte alla dimostrazione che quando istituzioni e politica fanno rete, a prescindere dal colore politico, negli interessi dei cittadini diventa possibile superare ogni ostacolo.

Rimarrà dunque solo Urbino ad essere l’unico capoluogo di provincia non servito dalla rete ferroviaria nazionale?

Solo Urbino rimarrà l’unica città patrimonio dell’umanità a non poter essere raggiunta dai turisti in treno?

Aumenterà sempre più il divario tra il nostro territorio e quelli che hanno saputo investire in infrastrutture e servizi moderni?

Solo le opere d’arte e la storia passata rimarranno  le testimonianze dei tempi in cui la nostra gente poteva dirsi esempio di civiltà per il mondo intero?

Finche il nostro territorio rimarrà diviso anche su questioni fondamentali  per motivi legati alle appartenenze politiche, per tutelare gli irragionevoli motivi di pochi rispetto ai diritti di tanti, per non disturbare gli interessi di qualche privato cittadino o azienda,  le speranze rimarranno appese ad un sottile e fragile  filo.

                  Associazione Ferrovia Valle Metauro

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Riattivare la ferrovia per evitare la morte dell'entroterra

Martedì 15 Novembre 2016 09:44
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Riattivazione tratta Fano-Urbino  

Comunicato stampa FVM 20161028


Iniziamo con un minimo di riferimenti storici per inquadrare la vicenda della nostra ferrovia.

Nel 2009 il Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino, considerata la situazione del trasporto nella provincia, con delibera unanime 15/2009 da mandato al Presidente della Giunta di assumere una serie di iniziative finalizzate al ripristino della ferrovia Fano Urbino.

Ciò costituisce  uno straordinario atto politico  perché , votato all’unanimità ,  manifesta la volontà  di tutte le forze politiche , di tutti i consiglieri rappresentanti l' intera provincia pesarese. E' il primo documento decisionale riguardante la ferrovia Fano Urbino a partire dal 1987, anno della sua sospensione dal servizio, ed è vincolante anche per le  amministrazioni successive.

Invece l’anno seguente, il nuovo presidente eletto della provincia Matteo Ricci, al posto di ottemperare ciò che era stato deliberato, scrive personalmente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con l'intenzione  di resuscitare l’iter di dismissione ,sospeso e annullato dal 2005 in attesa della formazione di un tavolo tecnico,  perché vuole realizzare sul tracciato ferroviario .... una pista ciclabile.

 Tale infausta operazione si concluderà  nel 2011 con il DM di dismissione firmato dal  Ministro Passera. Da quel momento la ferrovia entra in un limbo istituzionale perché pur essendo integra nelle sue componenti   ( sedime,binari,ponti e gallerie) non è più soggetta ai vincoli del DPR 753/80 del Regolamento di Polizia Ferroviaria con RFI-FS non  più obbligata a garantirne la percorribilità e l’accessibilità . Altra grave conseguenza: cadono i vincoli di edificabilità nelle fasce di rispetto.

Quindi possiamo considerare la richiesta iniziale di Ricci  l'origine di tutti i mali della ferrovia Metaurense.

Quello che è ancor più grave è che, senza alcun supporto  tecnico ma basandosi solo su considerazioni e supposizioni personali, l’attuale sindaco di Pesaro decide autonomamente che i paesi della Valle del Metauro ,Urbino e l'intero Montefeltro avrebbero dovuto fare a meno per sempre della ferrovia  connessa alla linea adriatica, asse principale di collegamento fra  Nord e  Sud , e di conseguenza rinunciando al collegamento con l'intera Nazione !

Nella scorsa legislatura regionale, inoltre,  il consigliere pesarese del PD Mirco Ricci  tenta invano di acquisirla cercando di impegnare la Regione con una spesa di alcuni milioni di euro;   sul finire della legislatura il consigliere regionale dei Verdi  Cardogna, invece, riesce a far approvare una mozione che chiede di revocare la dismissione. Un dirigente del ministero poi la respinge   con  motivazioni prive di fondamenti tecnici.

Adesso è il turno del consigliere pesarese del PD Biancani, Presidente della commissione trasporti. L'ultima  sua mozione è un ravvedimento:  finalmente la Regione Marche,  Ente preposto alla programmazione e pianificazione del trasporto pubblico, con tale provvedimento  si mette in marcia verso la riattivazione della ferrovia.

Ma la mozione è ancora troppo timida, troppo ambigua. Da una parte il proponente pone la possibilità di riattivare la ferrovia, dall’altra non  si capisce quale sarà l'assunzione di impegno, da parte della Regione;  si conclude addirittura con la ventilata ipotesi a farci qualcos’altro.

La Regione ha compreso l’utilità trasportistica, sociale e ambientale della ferrovia? Ha percepito le enormi potenzialità turistiche di una linea che da Fano conduce ad Urbino attraverso un territorio come la Valle del Metauro? Non deve fare altro che perseguire quella scelta iniziale mediante  le sedi istituzionali e trovare  le forme di finanziamento.

Non possiamo permetterci di sbagliare ancora come  è stato per la mancata ricostruzione della Urbino -Sant’Arcangelo di Romagna e lo smantellamento della Pergola -Fermignano. Il vuoto di connessioni ferroviarie che affligge le alte Marche può essere colmato solo attraverso il  recupero della metaurense.

Purtroppo la provincia di Pesaro è Urbino è un territorio mal governato:  troppo indifferente alle esigenze più che legittime dell’interno, troppo sbilanciato a tutelare gli interessi della costa .

Anche una pista ciclabile sul tracciato ferroviario, sarebbe  destinata alle passeggiate degli abitanti della costa più che a rendere un servizio agli abitanti dell’entroterra.

Le aree interne vengono poco considerate:  questa non è una politica ne’ giusta ne’ lungimirante.

La conseguenza è riscontrabile nel fatto che i paesi interni si stanno sempre più spopolando a causa dell’indebolimento delle attività economiche:  soprattutto agricoltura, allevamento e turismo; il territorio è sempre meno controllato ed esposto a rischi ambientali come incendi e dissesti idrogeologici.

Altre problematiche coinvolgono la vita sociale e i servizi collettivi: trasporti, sanità ed istruzione sono sempre più costosi e mostrano allarmanti crepe nel sistema.  Nel contempo le città sono e saranno sempre più congestionate.

Solo una ferrovia integrata con un buon trasporto su gomma è in grado di realizzare il cambiamento nello sviluppo e  modernità  di collegamento con il resto del Paese,  affinché le persone restino e tornino a vivere nei paesi dell’entroterra.

La distribuzione della popolazione in modo più equilibrato porterebbe benefici a tutti. Se vogliamo che si possa guardare al futuro con ottimismo la politica ha il dovere di perseguire  scelte lungimiranti  e costruttive.

                  Associazione Ferrovia Valle Metauro

   

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