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Ferrovia Valle Metauro
I numeri della Fano Urbino PDF Stampa E-mail
Notizie - Notizie flash
Scritto da mimaz   
Mercoledì 16 Maggio 2012 17:35

1986 orario ferroviario (Cesare Pozzo)

  

8 corse feriali  5 corse festive  75 min di percorrenza

 

Orario ferroviario C.Pozzo 1986 

……dopo 26 anni

 

2012 orario autobus

 

13corse feriali 0 corse festive 75min di percorrenza

 

orari autobus 2012

FERMIGNANO  viene esclusa dal servizio perchè i pullman passano per Bivio Borzaga.

A FANO i pullman non partono dalla stazione FS, normale sede di interscambio, ma  dal centro città (Pincio).

Solo la prima corsa da Urbino(h05:40) passa a Fermignano ed  arriva alla stazione FS di Fano (h07:05) poi il pendolare non troverà alcun mezzo in stazione per per ritornare a casa ma dovrà farsi una camminata fino al Pincio (1,3km).

I tempi di percorrenza sono rimasti quelli di 26 anni fa: 75 minuti.

IL DIRITTO ALLA MOBILITA' ,anche minimo, del'alta Val Metauro non è più garantito nelle giornate festive.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Maggio 2012 09:15
 
Una ferrovia da film PDF Stampa E-mail
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Scritto da mimaz   
Venerdì 04 Maggio 2012 09:39
viadotto in 9 archi di luce al km 76+758
Siamo sempre stati convinti che la Fano Urbino rappresenta il simbolo di un'infrastruttura che non aggredisce l'ambiente, non infligge ferite al paesaggio, ma si armonizza completamente con esso. Per questo la nostra opera volontaria di pulizia per evitare il degrado è strategica. Ed è grazie a questa costante e faticosa opera che sono sempre di più le persone che possono constatare quando siano evidenti le nostre convinzioni. Non a caso professionisti dell’ immagine, alla ricerca di luoghi particolarmente interessanti, chiedono la nostra collaborazione per realizzare i loro lavori. Questa volta è stato un gruppo di cineoperatori che hanno scelto la Fano Urbino per filmare alcune immagini del loro film.
 
Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Maggio 2012 09:09
 
Presidente salvi la Fano Urbino PDF Stampa E-mail
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Scritto da mimaz   
Martedì 24 Aprile 2012 10:04

Il presidente Napolitano a bordo di un treno regionale a Vernazza

Preg.mo Sig. Presidente,

le celebrazioni per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia ci hanno ricordato quanto di fondamentale importanza sia stato il contributo  reso dalla ferrovia e dal trasporto ferroviario al conseguimento  dell’Unità.

Oltre a permettere ai cittadini italiani di viaggiare da una regione all’altra, consentendo così uno scambio tra culture diverse, fino ad allora impensato e non possibile, facilitando  l’integrazione tra le diverse aree geografiche del Paese e favorendo il crescente senso di appartenenza al neonato Stato italiano, la ferrovia ha rappresentato il primo, vero esempio di modernizzazione del Paese, sia da un punto di vista tecnologico che sociale.

Crediamo perciò essenziale conservare il patrimonio ferroviario esistente, soprattutto quello non più in uso oggi, perché insieme ad una funzione storico-culturale, può ancora se conservato e restaurato tornare utile per il territorio dove queste opere infrastrutturali ferroviare si trovano.

Nel nostro territorio abbiamo una linea ferroviaria ( in disuso dal 1987 ma ancora in ottimo stato di conservazione grazie all'azione dei volontari dell'Associazione FVM-Ferrovia Valle Metauro) che unisce la città di Fano, l’antica  Fanum Fortunae, alla bella  città di Urbino, patrimonio dell’UNESCO con un percorso che tocca altre città ricche d'arte e cultura.

Purtroppo questa linea ferroviaria corre oggi il pericolo di essere perduta per sempre perché la Provincia di Pesaro-Urbino ha in progetto di costruire al posto di questa infrastruttura  un pista ciclabile; inoltre la Regione Marche, contro la volontà dei cittadini della zona, pochi mesi fa ha dato parere favorevole allla dismissione.

 Perciò, vista l’importanza che la ferrovia nella Val Metauro può rappresentare per lo sviluppo turistico, culturale e imprenditoriale, e vista la grande sensibilità che Ella ha sempre dimostrato nei confronti della nostra storia e della economia dei territori così come per i temi legati all’ambiente

                                                             CHIEDIAMO

       il Suo intervento al fine di evitare lo smantellamento dell’infrastruttura ferroviaria in questione.

 

In futuro, questa linea potrebbe rappresentare una vera fortuna per la Val Metauro , le sue città  e la sua gente: potrebbe essere trasformata ,come  in altre parti d’Italia, in metropolitana di superfice,  potente e veloce mezzo di trasporto moderno, e consentirebbe un maggiore afflusso turistico nella zona  con innegabili benefici anche all'ambiente, alla sicurezza , alla salute, alla mobilità dei cittadini più disagiati.

 Sappiamo che Ella il 25 Aprile sarà in visita nel nostro territorio per l’anniversario della Liberazione.

 Nel porgerLe i più sentiti e cordiali saluti, La invitiamo a visitare la linea ferroviaria Fano Urbino e ad intervenire, per quanto in Suo potere, al fine di salvare e rilanciare questo grande “piccolo tesoro” che appartiene a tutti noi cittadini italiani.

 

Fano, 14 Aprile 2012

 FVM, Assoutenti UTP,FAI delegazione Pesaro,UIL trasporti Marche,O.R.S.A., Legambiente Circolo Urbino,Fronte Azione Popolare Pesaro Urbino,Movimento Fano cinque Stelle,Bene comune Fano, Verdi Fano,Giancarlo D'Anna Consigliere Regionale Marche, Roberto Zaffini Consigliere Regionale Marche, A.N.T.A. Associazione Naz. Trasporti Alternativi

 
V^ Giornata Nazionale Ferrovie Dimenticate PDF Stampa E-mail
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Scritto da mimaz   
Lunedì 02 Aprile 2012 09:19

Tanta gente alla stazione di Urbino domenica mattina, 1° Aprile, per la 5^ edizione  della Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate.

Stazione affollata per partecipare al programma proposto da FAI, Legambiente e FVM e visitare gli stand-mostra delle attività delle tre Associazioni .

Il momento principale della mattinata, dopo il ricordo di alcuni episodi accaduti quando il treno percorreva la valle del Metauro,  si è avuto con l’ esposizione di un possibile modello di esercizio della linea metaurense specificando la struttura ed i tempi dell’orario instaurabile sull’attuale percorso di tre giovani ingegneri dell’AISIF (associazione studenti ingegneria ferroviaria).

Per quanto concerne l’orario sono emersi dati riguardanti due distinte tipologie di treni:

-             DIRETTI fino ad Urbino con poche fermate (es. Fano Calcinelli 14 min. ; Fano Fossombrone 27 min ; Fano Fermignano 49 min e Fano Urbino 62min)

-          LOCALI limitati a Fossombrone e facenti fermata in tutte le località (es. Lucrezia Fano 19 min ; Montefelcino Fossombrone 6 min) , nonché in nuovi punti di sosta.

Senza alcuna difficoltà è possibile prolungare il servizio su Rimini, Ancona o altre località della rete ferroviaria nazionale

Lo studio ha anche individuato i pregi e difetti della sovrastruttura: è emerso che la causa delle prestazioni non eccezionali degli anni di apertura risiedesse principalmente nell’armamento (cioè nei binari), nel gran numero di passaggi a livello e in alcune curve troppo strette. E’ stato cura dei tre soci AISIF ridurre a soli 40 (di cui 7 su strade sterrate molto secondarie) il numero di attraversamenti stradali con nuove barriere che restano chiuse solo 115 secondi, individuare l’armamento più consono al servizio indicato e trovare il modo di allargare di qualche metro 4 curve senza però coinvolgere alcuna abitazione. Il risultato è stato un incremento della velocità che in certi punti ha superato il 100%. Sono anche stati individuati punti precisi del tracciato in cui, a causa del gran numero di intersezioni viarie, la realizzazione di rilevati che portino in quota il binario è la soluzione più logica per risolvere il problema ( es nella zona di Fano con l’eliminazione di tutti i passaggi a livello).

Per finire è stato accertato che ponti e gallerie versano in condizioni quasi ottimali ed, anche laddove presentino alcuni difetti, non sarebbe affatto difficile un loro recupero.  

Alla presentazione è seguito un acceso dibattito con l’intervento di molti relatori che hanno stigmatizzato con diverse e valide  motivazioni  le recenti azioni della Provincia e della Regione che , in aperta contraddizione con quanto assunto in precedenti determinazioni e con accordi con il Governo nazionale, hanno voluto l’eliminazione di questa struttura di trasporto collettivo senza addurre la benché minima  valutazione tecnica e progettuale  né tantomeno richiedere, come stabilito dalle regole democratiche,  la collaborazione ed il parere di Associazioni interessate  ed aventi diritto a fornire il proprio giudizio sulla vicenda.

Tale atteggiamento è stato vivacemente contestato da rappresentanti di formazioni politiche, sindacalistiche , ambientalistiche e culturali.

Tutti hanno convenuto che la perdita di tale sistema di trasporto compromette le future e concrete possibilità di sviluppo  del territorio e delle attività turistiche ed imprenditoriali  con conseguente mancanza di creazione di nuovi posti di lavoro.

Un grido di allarme è stato lanciato soprattutto per Urbino, città sempre più isolata che vede a rischio l’esistenza delle sue eccellenze , in particolar modo l’Università.

Nel pomeriggio si è svolto un trekking-urbano  nel centro della città  del Duca Federico e visita ad alcuni tesori d’arte, gli Oratori di S.Giovanni e S.Giuseppe, con l’assistenza di esperti del locale  Circolo di Legambiente ed una breve escursione al viadotto ferroviario  prospiciente  il  versante sud di Urbino.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Aprile 2012 17:34
 
FVM ricorre al Capo dello Stato PDF Stampa E-mail
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Scritto da mimaz   
Giovedì 16 Febbraio 2012 22:19

Contro la Deliberazione della Giunta Regionale 1372 del 17 ottobre 2011

che ha espresso il parere favorevole alla dismissione della ferrovia Fano-Urbino,

l'associazione FVM ha fatto ricorso al Capo dello Stato.

Pubblicheremo presto l'intero atto. Le spese da sostenere saranno tante.

Contiamo sull' aiuto di tutti coloro che hanno a cuore questa battaglia.

1-      ECCESSO DI POTERE, in quanto la regione non ha considerato

         l’esistenza della delibera del consiglio  provinciale 15/2009, non ha richiesto

         il parere dei comuni interessati né delle associazioni che negli anni

         hanno perorato gli interessi  della cittadinanza relativi alla questione.

 

2-     ECCESSO DI POTERE, per contradditorietà estrinseca del

       provvedimento impugnato che si pone in antitesi con tutta

        l’attività svolta finora dall’amministrazione stessa.

 

3-      ECCESSO DI POTERE, per illogicità manifesta in quanto il

        Piano Strategico della Provincia 2020, richiamato nella delibera

        regionale, prevede il "recupero"  della linea ferroviaria.

 

4 -   VIOLAZIONE DELLA LEGGE, per mancato rispetto del principio

       di economicità  dell’azione amministrativa:

       si decide lo smantellamento di un infrastruttura ferroviaria,

       ritenendo più conveniente costruirla ex-novo.

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Febbraio 2012 16:38
 
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