Ferrovia Valle Metauro

Perchè Pesaro non vuole la ferrovia?

Giovedì 24 Luglio 2014 14:03
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Consideriamo le recenti esternazione dell’assessore del comune di Pesaro Biancani sulla ferrovia Fano Urbino, poco consona al suo ruolo, dato che il percorso non insiste nel suo comune.

Pertanto si ritiene che Biancani non debba intervenire nel dibattito rivestendo il suo ruolo ufficiale. Nessun altro assessore di altri comuni si è mai permesso di interferire nelle scelte del comune di Pesaro, quindi quanto afferma Biancani è da ritenere solo (!) opinione personale.

Ricordiamo ancora una volta che il Consiglio Provinciale nel 2009 si era espresso con la delibera 15/2009 a favore del ripristino, con obbligo al Presidente della Provincia di produrre progetti a tal fine. Non solo ciò non è stato ottemperato ( caso gravissimo), ma la nuova Giunta provinciale nel 2010, guidata dal pesarese ed attuale sindaco di Pesaro Matteo Ricci, sovvertì, in dispregio delle norme, la Delibera di Consiglio con una delibera di Giunta (Deliberazione Giunta 217/2010).

Viene da chiedersi: perché mai Pesaro è così interessata allo smantellamento della ferrovia Fano Urbino?

Il suo traffico cittadino non verrà assolutamente perturbato dai treni, al contrario sarà alleggerito dalla minor incidenza di traffico automobilistico privato e dalle corse di autobus. Queste ultime si ascrivono a circa una sessantina in direzione Pesaro Urbino (via Morciola) ed un simile numero nella direzione Fano Pesaro provenienti dalla Valle del Metauro, soprattutto nel periodo scolastico.

Potrebbe sembrare lodevole ed altruistico che Biancani si preoccupi del traffico che opprime altri comuni e non il suo , tuttavia un tale atteggiamento sembra francamente poco credibile. Per di più l'opinione espressa sui passaggi a livello non trova alcuna corrispondenza in alcuna altra parte d’Italia, dove i passaggi a livello, pur essendo una criticità per il sistema ferroviario, sono paragonabili dagli esperti di traffico stradale alla stregua dei semafori..... presenti numerosissimi sulle strade!

Su una linea locale, inoltre, ipotizzando una ventina di treni nell’arco giornaliero, riteniamo assai difficile che 20 chiusure possano creare grandi problemi alla circolazione stradale. Inoltre nel nostro progetto si attuerebbe una drastica riduzione degli stessi.

Di contro sono i numerosi semafori che, assieme alle tante fermate extraurbane di autobus e superautobus, rallentano il traffico lungo la congestionata via Roma a Fano e via Flaminia, contribuendo all’aumento dell’inquinamento e alla pericolosità in distretti urbani molto popolosi. La risposta ideale a tale situazione è, guarda caso, proprio il treno che offre un servizio rapido e sicuro per le sua prerogativa di avere un percorso privilegiato, ovviamente, a patto di una gestione professionale adeguata e di una politica di investimenti intelligente e consapevole.

Tutto ciò non è rappresentato dalla proposta di istituire un sistema di trasporto di tipo ciclistico che non offre nè una soluzione accettabile ai problemi economici attuali nè una risposta adeguata alle esigenze di sviluppo del comprensorio, data la minima potenzialità e limitazione d'uso offerta dal mezzo.

Ci si chiede, per di più, che cosa proporrà l’assessore alle piste ciclabili per mettere in sicurezza i ciclisti che attraverseranno quelle pericolose intersezioni stradali? Forse vuole mettere un semaforo ad ogni incrocio? In tal caso si creerebbero più code che nei passaggi a livello.

Pertanto, il futuro della ferrovia Fano Urbino rappresenta per il comune di Pesaro ben altro problema ed altre opportunità.

Forse l’intromissione dell’assessore comunale di Pesaro, in vicende riguardanti territori al di fuori della sua giurisdizione è sintomo del desiderio dell’ex capoluogo di provincia di tenere a freno lo sviluppo dei comprensori limitrofi a favore del proprio?

Oppure il percorso della linea ferroviaria Metaurense interessa Marche Multiservizi, di cui il comune di Pesaro è socio di maggioranza, per la costruzione di un nuovo acquedotto?

Infatti, già da tempo gli acquiferi sotterranei di Sant’Anna e San Lazzaro di Fossombrone sono allo studio della SpA che fa profitti con acqua e rifiuti.

Ci auguriamo che le nostre supposizioni non corrispondano al vero, ma sembra troppo assidua la volontà dei politici pesaresi (Matteo Ricci, Mirco Ricci, Biancani) di chiudere per sempre la possibilità del ritorno del treno nella Valle del Metauro per non dubitare della loro buona fede.

 

Idea demenziale

Venerdì 18 Luglio 2014 15:17
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Mentre il duo pesarese Ricci & Ricci persevera nell’ intento di distruggere definitivamente la ferrovia Fano Urbino senza alcuna giustificazione tecnica, senza alcuna condivisione delle loro scelte con i territori e le associazioni, cercando di annullare con le loro idee un patrimonio infrastrutturale di enorme valore culturale, storico ed ambientale costato nel secolo scorso decenni di lotte e notevoli soldi pubblici, finalmente qualcuno reagisce.

Il neo eletto sindaco di Urbino Maurizio Gambini, il primo cittadino della nostra perla turistica nonché patrimonio UNESCO, dopo tanti schiaffi alla sua città ricevuti per la carenza di collegamenti ferroviari (dalla bocciatura a Capitale della Cultura Europea, al turismo mancante, all’università meno attraente, alla nuova viabilità stradale che ha prodotto solo danni al paesaggio vedi bretella e nuovo parcheggio S. Lucia), risponde agli articoli dei quotidiani di domenica scorsa.

Negli articoli del Resto del Carlino e del Messaggero il consigliere regionale Mirco Ricci, omonimo ( e forse parente dell’ex presidente della provincia), faceva conoscere il suo emendamento per la riconversione della tratta ferroviaria Fano Urbino in pista ciclabile ricercando nei Fondi Europei le risorse.

Nel Messaggero di mercoledì 16 luglio Gambini replicava che Urbino è pronta a far le “barricate” contro un idea ritenuta "demenziale", ed è pronto con una proposta alternativa che coinvolga le associazioni di categoria e gli imprenditori: la FERROVIA TURISTICA.

Mirco Ricci ha fatto appello al pragmatismo perché secondo lui la riattivazione della tratta è una lontana chimera, ci chiediamo: come si fa ha ritenere la riattivazione una chimera se nessuno ha mai provato ha riattivarla?

Dai politici locali mai una richiesta d’incontro con un ministro, mai un’interpellanza parlamentare, mai una seria determinazione ma solo finzione od incapacità.

Dietro il pragmatismo secondo noi si nasconda l’incompetenza di portare a termine grandi obiettivi oppure la volontà di lasciare immutato il trasporto pubblico locale affidandolo completamente agli autobus. Chissà perché??

 

Le scelte perdenti per cercare di sostituire il treno

Venerdì 27 Giugno 2014 21:20
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Dov'è finito il carrello portabici tanto acclamato nella stampa locale dall’ assessore al turismo provinciale Minardi, dal presidente di Adriabus Londei e dalle associazione For.bi.ci. e Argonauta che avrebbe dovuto caricare i cicloturisti di Pesaro, Fano, Marotta, Fossombrone, Urbino, Cagli, Cantiano con destinazione Gubbio per far scoprire le bellezze paesaggistiche ed architettoniche dell’entroterra nell'estate scorsa?

Sembra che l’idea di attrarre tanti turisti che desiderassero fare lunghe pedalate sotto il sole d’agosto non abbia funzionato.

La proposta poteva avere senso per le comitive organizzate che, partite tutte dallo stesso posto , avrebbero raggiunto la stessa meta. Invece bastava poco per capire che offrire un servizio capillare a coloro che, in qualsiasi fermata degli autobus desiderassero salire o scendere con la propria bici, era una scommessa perdente: quanto tempo era necessario per caricare e poi sganciare la bicicletta?

Bisognava essere molto ottimisti per sperare un'affluenza nelle giornate di sabato e domenica estive, senza offrire alcuna certezza d’orario, di almeno 30 ciclisti a viaggio per coprire le spese di gestione di almeno 1200 euro al giorno per le quattro corse effettuate.

Riteniamo che questa proposta sia una delle tante esternazioni a sostegno del tentativo di far fallire il progetto per il ritorno del treno nella Valle del Metauro fino ad Urbino.

resto del carlino 18 maggio 2013

Così , mentre ci si adoperava per distruggere la ferrovia metaurense anche dal punto di vista giuridico con la dismissione voluta dal ex presidente della provincia Matteo Ricci, paradossalmente, nello stesso momento si stava maturando in tutta Italia la tendenza a rilanciare tanti progetti di recupero delle ferrovie abbandonate attraverso l'istituzione delle Ferrovie Turistiche.

Hanno avuto, infatti, un enorme successo ed una rilevante promozione sul territorio la riapertura della ferrovia Sulmona-Carpinone e della Agrigento- Porto Empedocle. Una legge apposita è già stata calendarizzata per la discussione in Parlamento per permettere l' utilizzo di queste tratte, tra le quali la Fano Urbino, e (guarda caso!) i firmatari di questa proposta di legge sono per la maggior parte del Partito Democratico.

La proponente e prima firmataria del provvedimento è l'on. Maria Iacono parlamentare agrigentina del PD, la quale con rara sensibilità ha accolto anche le nostre richieste .

Il 10 giugno scorso a Roma i parlamentari del PD a Roma hanno organizzato un convegno per il riutilizzo delle ferrovie storiche. Invece pare che in provincia di Pesaro e Urbino tanti esponenti del PD preferiscano buttare all'aria un patrimonio come una ferrovia per far posto ad una pista ciclabile.

Tale struttura potrebbe essere benissimo fatta in altri percorsi più idonei e naturalistici, come ad esempio lungo il fiume Metauro; in futuro potrebbe avere a sostegno un moderno treno, invece che un carrello trainato da un autobus.

Ma siamo nel periodo della velocità: bisogna fare tutto subito ed allora sembra importante fare presto con scelte anche di bassa qualità ed importanza.

Se poi un' opera di grande valore infrastrutturale, culturale , monumentale, non più replicabile verrà resa inutilizzabile non importa.

Prevale la tesi di Lucignolo e l'Italia diventi pure "Il paese dei balocchi" !

Ricordiamo che quest’anno il tratto Fano-Fossombrone compie 100 anni.

Consoliamoci comunque con il nuovo servizio di Adriabus che ha abbandonato il servizio sportivo e si è dedicata a quello culturale spostando il capolinea della corsa rapida Urbino-Pesaro in viale Trieste dove alloggiano i turisti.

Una domanda, però, sorge spontanea: i turisti non sono ospitati anche a Fano e Marotta? L'entroterra della Valle del Metauro non merita di essere visitato? Sicuramente un bel treno farebbe comodo ai turisti, agli abitanti ed ai ciclisti, ma la soluzione toccasana è: meglio trovare soluzioni più banali e rapide.

La ferrovia? E' troppo impegnativa!!!

 

 

 

   

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