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intervento FVM a ” Verso gli Stati Generali della Mobilità Nuova” Pesaro 16.09.2017

 

L’ASSOCIAZIONE FVM  E  LA FERROVIA METAURENSE  FANO-URBINO

La mobilità sostenibile è un concetto moderno e consapevole, nato dalla presa di coscienza di errori fatti nel passato: cattive abitudini e scelte fatte troppo frettolosamente, spesso hanno condotto  ad un grado di qualità della vita in cui elementi come l’ambiente, la salute, il consumo di territorio  e la sicurezza nelle nostre città sono stati poco considerati se non ignorati.

Un tale concetto importante e profondo deve, di conseguenza, fondarsi su “qualcosa di concreto” per poter passare dallo stato di idea a quello di azione realizzata .

Quel “qualcosa di concreto” sono le infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile. Infrastrutture come le piste ciclabili o le colonnine di ricarica per auto elettriche sono le preferite dalle persone affezionate alla modalità di spostamento individuale, mentre gli spiriti più sensibili agli spostamenti di massa si rivolgono a soluzioni versate più al trasporto pubblico.

Il trasporto pubblico, specialmente quello su ferro o comunque a guida vincolata o su infrastruttura propria, è di fatto la massima espressione di mobilità sostenibile  per flussi consistenti di persone. Chiaramente se si interviene sul flusso più importante si riducono la maggior parte delle esternalità negative del trasporto.

Se è vero che la bicicletta o l’auto elettrica riducono le emissioni, è anche vero che la prima non risolve i problemi delle distanze, delle avversità meteo e della fruizione all’uso a tutte fasce di popolazione (anziani, disabili  sarebbero esclusi), mentre la seconda non risolve i problemi di parcheggio e di congestione urbana (oltre che di incidentalità).

D’altronde il trasporto pubblico su gomma, anche elettrico, può rimanere  vittima della congestione stradale (se non addirittura incrementarla) e propone tempi a volte scoraggianti se non assistito da una viabilità prioritaria o dedicata e da tecnologie che facilitino l’utente nelle scelte e nella gestione dei tempi di attesa.

Al contrario un trasporto pubblico su sede propria, meglio se elettrico e meglio ancora se su ferro, si offre come soluzione allo spostamento dei flussi più importanti di persone con il vantaggio di un miglior tempo di percorrenza. Se è vero, ad esempio, che l’Italia, come recentemente evidenziato da diversi studi, è in coda alle classifiche per metropolitane e tramvie in rapporto alla popolazione, è altresì vero che laddove tali reti esistono esse costituiscono colonne portanti super utilizzate, in mancanza delle quali le comunità vanno in crisi dopo poche ore.

Sempre in ambito di sostenibilità è opportuno rimarcare come tali reti non debbano avere impatti insopportabili sul territorio o sull’urbanistica, onde non vanificare il concetto di sostenibilità al quale vorrebbero andare incontro. Quale cosa migliore , allora, del riscoprire reti esistenti poco utilizzate od in disuso e potenziarle cercando di renderle nuovamente utili e moderne?

L’Associazione Ferrovia Valle Metauro, – che dal 2000 lavora con passione per il ripristino della linea ferroviaria Fano – Urbino che insiste su un territorio densamente popolato e termina nel capoluogo Montefeltresco patrimonio Unesco e importante sede universitaria -, immediatamente si trova in completa sintonia con i concetti della mobilità sostenibile, consapevolmente li fa propri evidenziandoli ad ogni occasione.

La linea ferroviaria che FVM sostiene infatti, è proprio uno di quegli esempi di infrastruttura di trasporto pubblico di massa. Abbandonata ma ancora in buone condizioni!

 Il suo ripristino offrirebbe la notevole  occasione di spostare numeri importanti di utenti dalla strada al ferro. Tale necessità oggi comincia ad essere sentita dai residenti della valle grazie anche alla consapevolezza  dell’ assenza di una alternativa veramente competitiva con l’auto.

Prima di presentarvi le idee elaborate è bene chiarire il punto cruciale dei fatti di attualità su tale tracciato: in questo territorio più che altrove si sono fronteggiate due idee di mobilità sostenibile:  quella che voleva ripristinare il treno e quella che voleva trasformare la linea in una pista ciclabile.

Il problema di fondo è uno solo: il treno può passare solo su un tracciato ferroviario, mentre una pista ciclabile può passare su altri percorsi con aumento di valore intrinseco ed attrattività generale. Perché quindi escludere la più potente espressione di mobilità sostenibile per rimpiazzarla con quella più leggera?

Forse perché, localmente, i sostenitori della ciclabile per Urbino sono più attaccati all’ormai ambito obiettivo di fare la ciclabile SULLA FERROVIA (anche sostenuti da forti spinte politiche locali) piuttosto che fare una ciclabile PER URBINO ED IL TERRITORIO. Basti pensare che, a tutt’oggi, nessuno studio completo sulla ciclabile è stato pubblicato mentre FVM, oltre al progetto preliminare ferroviario, ha redatto anche un progetto di percorso ciclabile su tracciato alternativo di notevole valore paesaggistico.

Tornando alle idee progettuali sul tema in questione, nella figura a corredo di questo testo vi è una piramide che potremmo definire la “piramide delle idee” di FVM.

La larghezza della piramide, scendendo dalla vetta alla base, è direttamente proporzionale ai costi dell’intervento ipotizzato ed al beneficio che l’intervento porterebbe in termini di utenti potenzialmente interessati e a difesa dell’ambiente.

Tutte le soluzioni consentono di realizzare quelle a livello  superiore e non escludono un’eventuale modifica in direzione di quelle sottostanti. I principi sono quindi di reversibilità, gradualità e  compatibilità con la Legge delle Ferrovie Turistiche e con la normativa ferroviaria. Principi questi, tutti INCOMPATIBILI i con la soluzione ciclabile o peggio con altre proposte ibride che sono propugnate da alcuni uffici del potere.

La soluzione 1 riguarda un aspetto previsto dalla Legge delle Ferrovie Turistiche e cioè l’utilizzo su tutto o parte del tracciato di ferro-cicli che consentano un recupero ludico del bene senza snaturarne le caratteristiche tecniche. L’intervento è contenuto a risorse nell’ordine di 500.000 €.

La soluzione 2 prevede il rifacimento dell’infrastruttura, risparmiando su impianti e tecnologie, per utilizzare la tratta al solo fine turistico con treni storici. L’intervento che impegna una risorsa di circa 35 milioni di euro è importante ed apparentemente sovradimensionato per la funzione svolta. Tale intervento andrebbe però ad abbassare l’impegno economico delle fasi successive (linea di Trasporto Pubblico Locale) e quindi può essere visto come un investimento utile nell’ottica di gradualità del ripristino.

La soluzione 3 è la prima soluzione di TPL moderna attuabile. Essa prevede una riduzione dei tempi di percorrenza, il rifacimento delle stazioni, la riduzione dei PL da 55 a 21 ed aumenti di velocità. Insomma: un servizio attraente ed al passo con i tempi. Ha come unico “difetto” la non elettrificazione. In tal caso i benefici sociali sarebbero totali mentre quelli ambientali sarebbero dati dalla riduzione delle emissioni per passeggero rispetto all’uso di mezzi privati. La soluzione 3-  costo circa 87 milioni di euro da cui scorporare 35 milioni di euro spesi per la soluzione 2- è al centro del progetto elaborato da FVM con le società di ingegneria Pegaso e Sistema Ingegneria nel 2015.

La soluzione 4, teorizzata ma ancora non tramutata in progetto, prevede un servizio elettrificato – costo  aggiuntivo 20/25 milioni di euro- con velocità elevate e mezzi moderni uniti a capillarità del servizio. L’elettrificazione ed il notevole aumento della capacità di trasporto trasformerebbero la linea in un spina dorsale della valle che verrebbe collegata alla dorsale adriatica.

Ad oggi, grazie alla Legge delle Ferrovie Turistiche, FVM sta spingendo per attuare quanto meno la soluzione 1 con buone prospettive per la 2. Sarebbe il ferro ciclo al momento la soluzione più economica in campo, con costo dell’ordine di 1/10 della stessa ciclabile (spacciata per economica).

La lotta è però molto dura perché molti enti e politici sono fortemente contrari , propongono dubbie soluzioni ibride (ciclabile e treno contemporaneamente sul medesimo percorso -!!!) o compiono gesti sconsiderati, come nel comune di Fano in cui si sta realizzando (in modo legale?) una strada che interseca il binario ad un metro sopra le rotaie senza tenere conto dell’esistenza della ferrovia.

Insomma, all’avvicinarsi dell’obiettivo aumentano anche le avversità.

Forse la recente approvazione della Legge delle Ferrovie Turistiche potrà porre un freno al proliferare di idee e fatti che si pongono decisamente al limite della sostenibilità (anche mentale).

 

Associazione Ferrovia Valle Metauro

Fvm – Ferrovia turistica con la nuova legge

Il 23 Agosto 2017 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la Legge che istituisce le Ferrovie Turistiche.

Attualmente sono 18 le linee individuate nel Paese che hanno caratteristiche di particolare pregio naturalistico e archeologico:  la ferrovia Fano-Urbino è compresa nell’ elenco!

La Legge presentata l’11 giugno 2013 dall’ On. Maria Iacono(PD)  è stata approvata all’unanimità alla Camera dei Deputati il 24 gennaio 2017. Il 2 agosto 2017, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture Delrio, la legge è stata approvata in via definitiva (sempre all’unanimità) dal Senato presso l’VIII Commissione deliberante .
La possibilità di creare  sviluppo sociale ed economico tramite le ferrovie turistiche è certificata non solo da un perdurante successo in Europa da oltre 60 anni ma, anche in Italia, dai dati in costante crescita  forniti da Fondazione FS che  dal 2013 organizza il turismo ferroviario con lodevole e sistematica determinazione in collaborazione con  Regioni e Volontariato .

Per quanto riguarda la ferrovia Fano-Urbino, mentre il Provvedimento era in itinere di approvazione , avvenivano  con sorprendente coincidenza due fatti estremamente gravi: l’estirpazione  di 30 m di binario per la costruzione di una strada nel Comune di Fano e la redazione  di un protocollo d’intesa tra la Regione Marche ed i Sindaci di alcuni Comuni  della valle metaurense per la realizzazione  di una ciclabile nel sedime ferroviario.

Riguardo al primo fatto:  in questi ultimi anni si assiste al sistematico rilancio di tutte le infrastrutture ferroviarie  nazionali ( principali, secondarie e turistiche) con notevole impegno finanziario; contemporaneamente  si è aperto un continuo dibattito  sulla ferrovia  Fano-Urbino tramite una notevole quantità di articoli sulla stampa locale e nazionale e la realizzazione di progetti di ripristino ed utilizzo plurimodale da parte di FVM.
E’ pertanto lecito chiedersi  perché siano stati divelti i binari senza realizzare l’attraversamento a raso come specificato da RFI-FS.  Soluzioni tecniche, anche economiche, per risolvere l’interferenza strada /ferrovia si potevano realizzare eppure non se ne è tenuto conto (volutamente ?).

Con l’approvazione della Legge Iacono si apre, pertanto, uno scenario aperto a sorprendenti soluzioni.

Riguardo al protocollo d’intesa non è difficile comprendere per quale motivo la Regione Marche cercava di anticipare i tempi.
Forse sperava che la Legge non fosse approvata? Oppure mediante l’adesione dei Sindaci si creava uno “status quo” per  escludere la ferrovia Fano-Urbino dall’elenco dalle ferrovie turistiche? A questo proposito bisogna rimarcare che la regione Marche ha 150 giorni di tempo, dall’entrata in vigore della legge, per richiederne l’esclusione con delibera motivata.
Una tale decisione  rappresenterebbe, comunque, un fatto unico, increscioso ed ingiustificabile che pone le Autorità locali in contrasto con la volontà del Parlamento e del popolo italiano.

La Valle del Metauro ha paesaggi, storia, cultura, archeologia, tipicità  e manifestazioni tradizionali uniche e peculiari.
Insomma possiede tutto ciò che serve per rendere una ferrovia turistica ,con il suo contesto locale, un’ attrazione  nazionale ed internazionale.  Dato per scontato che le altre Regioni interessate dal provvedimento si impegneranno ( ed alcune più lungimiranti ci stanno già riuscendo)  a ripristinare il “sistema”treno nelle loro storiche tratte, crediamo e confidiamo che le Marche siano in grado di fare altrettanto con pari successo per il bene delle sue popolazioni.

Per concludere non possiamo non citare ”il sogno” dei sindaci di Fano e Pesaro, sogno riportato nei quotidiani locali pochi giorni dopo l’approvazione della Legge : arretrare la ferrovia adriatica e creare così la zona costiera più bella d’Italia tra Pesaro e Fosso Sejore!

Ci si chiede ragionevolmente:  assieme  alla ferrovia adriatica arretreranno di conseguenza  anche le stazioni, quindi  per gli abitanti di Pesaro,  Fano , Marotta ,Senigallia  dove saranno previste le stazioni ferroviarie? E, soprattutto, con quali costi, con quali disagi ?

Associazione Ferrovia Valle Metauro

 

gazzetta-ufficiale

X^ Giornata nazionale delle Ferrovie NON dimenticate “…quando si arrivava a Roma in treno”

L’associazione FVM ( Ferrovia Valle Metauro) in occasione della X^ Giornata Nazionale delle Ferrovie NON dimenticate, organizza un viaggio nel passato, agli inizi del secolo scorso, quando i treni da Fano raggiungevano Fermignano e da lì trovavano la coincidenza per Fabriano e quindi per Roma.

L’evento si terrà domenica 26 Marzo pv e si intitolerà: “… quando si arrivava a Roma in treno”.

Partendo dalla stazione di Fano con mezzi propri, formando quell’ ideale treno che dovrebbe essere da tempo in uso nella nostra valle, si raggiungerà Frontone attraverso località di notevole attrattiva per la presenza di siti storici, archeologia industriale,  arte  e bellezza naturalistica; il tutto viene proposto con  lo scopo  di utilizzare  stabilmente il mezzo ferroviario alla scoperta del ricco bacino metaurese seguendo quello che nel resto dell’Europa si attua con straordinario successo da almeno venti anni.

Fra le fermate: la Corte Bassa di Fossombrone con apertura straordinaria per la giornata FAI di primavera. Nei pressi verrà anche allestita una mostra sulla ferrovia Metaurense a cura di FVM e della Pro-loco di Fossombrone con annesso plastico ferroviario. A Cagli si visiteranno alcuni siti di grande valore artistico.

Per chi desidera è possibile pranzare a Cagli con il cestino del viaggiatore, costo 10 euro.

Prenotarsi al n  340 2931654 (Moris) .
Di seguito il programma:

h 08:45 – ritrovo in stazione FS di Fano-lato parcheggio Sport Park

h 09:00 Partenza

h 09:30  1^ fermata: Ponte degli Alberi –  ponte ferroviario, centrale idroelettrica

h 10:00 2^ fermata: Fossombrone – Sito FAI Corte Bassa con mostra FVM

h 11:00 3^ fermata: S. Lazzaro di Fossombrone – Marmitte dei Giganti

h11:30 4^ fermata: Calmazzo – Area Archeologica

h 12:00 5^ fermata: Fermignano -veloce giro in stazione ferroviaria e centro storico

h 13:00 6^ fermata: Stazione di Pole

h 13:15 7^ fermataCagli – pausa per pranzo con cestino viaggiatore (costo 10 euro)

h 15:00 : Cagli- Chiesa Sant’Angelo Minore ( con opere di Timoteo Viti allievo del Francia)

h 16:00 8^ fermata: Acquaviva- stazione ferroviaria e ruderi ponte ferroviario

h 17:30 9^ fermata: Frontone –Imbocco tunnel ferroviario e giro del castello

h 19:00   Bicchiere della staffa e partenza da Frontone.

 

Info Carlo 328 7577091

Michele 380 3410327 (ore pasti)

Associazione FVM Ferrovia Valle Metauro

Stazione di Urbino: Trent’anni dopo

Per ricordare degnamente il trentennale della chiusura della ferrovia Fano Urbino e prospetticamente    proiettarsi verso i prossimi anni, l’Associazione Urbino Capoluogo organizza, in collaborazione con l’Associazione FVM Ferrovia Valle Metauro, un convegno pubblico dal titolo:   “ Stazione di Urbino 30 anni dopo”.

L’incontro si terrà in Urbino venerdì 10 marzo alle h 17:00 presso la sede dell’Associazione in via del Popolo, 9 ed è inserito negli eventi della “ Giornata Nazionale delle Ferrovie non dimenticate”.

L’incontro inizierà con il saluto del Presidente dell’Associazione Sen. Giorgio Londei a seguire con la proiezione dell’ intervento di Paolo Volponi al convegno  “Viabilità e trasporti: problema centrale” del 1988 organizzato dal PCI d’Urbino.

Quindi si proseguirà con un momento di riflessione da parte dell’ing. Giovanni Carboni – del team FVM di progettazione del ripristino a TPL- per chiarire i termini del ripristino: tram, treno, metropolitana di superficie, treno turistico e trasporto pubblico locale TPL.

 Un approfondimento sull’inserimento della ferrovia Fano-Urbino nel disegno di legge 1178 sull’ istituzione delle ferrovie turistiche approvato alla Camera il 24 gennaio u.s. e una valutazione sulla valenza di avere o non avere un trasporto ferroviario che colleghi Urbino, ora isolata, alla rete nazionale.

Seguiranno gli interventi, Umberto Piersanti Poeta e scrittore, Massimo Bottini presidente Co.Mo.Do, Vilberto Stocchi Rettore Università degli Studi “Carlo Bo”, Gabriele Bariletti , Responsabile per il Lazio di UTP.

Per la parte politica interverrà il consigliere regionale Andrea Biancani, non mancherà un momento culturale con la presentazione del libro “ Andare per treni e stazioni” con l’autore Enrico Menduni docente e autore radiotelevisivo.

Concluderà il vicepresidente dell’associazione Ferruccio Giovanetti.

 

Trent’anni di occasioni perdute

31 Gennaio 1987 – 31 Gennaio 2017 . Trent’anni fa l’ultimo treno raggiunse Urbino…trent’anni di occasioni perdute.

In quel triste giorno, la ALn668 1935 e rimorchiata, dopo un ultimo incrocio a Fano con la ALn668 1472 proveniente da Urbino come treno 5663 alle h 20:04 prese la via verso Urbino per l’ultima volta giungendo nella Capitale Montefeltresca alle 21:11 ( treno 5662 ).
Sotto le mura silenti della città ducale avrebbe dovuto recarsi al primo binario per il ricovero della notte, invece alle h 21:20 riprese la via di Fano , come treno straordinario 76781, lasciando il muto silenzio di una stazione ormai vuota con le ali dei segnali a via impedita.

Sotto le mura silenziose della città ducale avrebbe dovuto recarsi al primo binario per il ricovero della notte, invece alle h 20:20 riprese la via di Fano lasciando alle sue spalle il greve silenzio di una stazione ormai vuota e le ali dei segnali a via impedita. Da quel giorno sono rimasti, ormai arrugginiti, in quella posizione.
Inutile elencare le conseguenze di tale errore ed è bene ricordare che “..se sbagliare è umano, perseverare è diabolico” .

Infatti proprio in questi ultimi anni, con la dismissione perseguita con sconcertante determinazione, si è esposta la linea Fano-Urbino ai più gravi pericoli: il colmo si è raggiunto recentemente con la tentata vendita di un pezzo di ferrovia nel territorio di Fano, vendita per ora apparentemente scongiurata.

In una singolare coincidenza con il trentennale, in questi giorni lo Stato sta regalando al territorio un’occasione unica ed irripetibile: la Legge che istituisce la nascita delle Ferrovie Turistiche. Approvata all’unanimità.
http://www.corriere.it/cronache/cards/viaggio-1300-chilometrisi-legge-le-ferrovie-abbandonate/fano-urbino.shtml

Nell’elenco delle linee designate è presente anche la ferrovia Fano Urbino insieme ad altre 17 . Gli Enti locali ( Regioni, Provincie e Comuni) dovranno , di conseguenza, saper cogliere questa straordinaria opportunità che viene offerta dal Governo della Nazione per la promozione dei numerosi territori interessati da tale importantissimo progetto .

La Legge sulle ferrovie turistiche trova il giusto compromesso tra la conservazione dell’integrità , la funzionalità dei tracciati ed il contenimento dei costi . Essa rappresenta un grande regalo che si fa alle future generazioni che dovranno conservare e migliorare l’opera, volta a far conoscere il territorio e le sue ricchezze.

L’adeguamento ai moderni standard di sicurezza restituirà, in futuro, al territorio il treno non solo per agevolare il turismo, ma si spera , anche un sistema integrato di trasporto pubblico adeguato ai tempi.

Il prossimo 31 gennaio l’Associazione FVM , in occasione del trentennale dell’ultimo treno , invita tutti a partecipare a due momenti rievocativi: il primo alla stazione di Fano alle ore 19:04 (partenza ultimo treno) e il secondo alla stazione di Urbino alle ore 20:11 con brindisi benaugurale al treno….in arrivo.

Associazione FVM Ferrovia Valle Metauro

Il treno ci salverà dall’isolamento

ferrovia fano-urbino, Il treno ci salverà dall'isolamento

L’articolo di Repubblica.it che ha come protagonista la nostra ferrovia

La ferrovia Fano-Urbino a distanza di quasi 30 anni dall’ultimo treno riesce ancora ad attirare l’attenzione di centinaia di visitatori l’anno, ad essere seguita da migliaia di sostenitori sui social network e guadagnarsi non solo decine di articoli sulle cronache locali ma anche l’onore di servizi su giornali e web nazionali: l’ultimo il servizio di Gerardo Adinolfi su Repubblica.it

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Torna il trenino di Babbo Natale

Domenica 18 Dicembre 2016
dalle 10.00 alle 12.00

TORNA IL TRENINO DI BABBO NATALE

dopo il grande successo di domenica 11 dicembre

Guarda le foto dell’evento

                  Associazione Ferrovia Valle Metauro

Salveranno la ferrovia?

Scriviamo una lettera ai Consiglieri Regionali


Gent.mo consigliere,
il suo mandato elettorale Le impone di esprimersi sulla ferrovia Fano-Urbino.

Purtroppo proprio in questi ultimi anni, anche con il parere favorevole alla dismissione della giunta regionale (delibera 1372 del 17.10.2011),   sono state fatte scelte  poco lungimiranti che hanno rischiato di perderla per sempre.

Il 31 gennaio 1987 l’ultimo treno raggiunse Urbino.  Manca quindi poco più di un mese  al trentesimo anno di isolamento ferroviario dei paesi della Valle del Metauro e del capoluogo del Montefeltro , patrimonio Unesco.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: carenza di mobilità alternativa all’automobile (assente nei giorni festivi),  congestione del traffico stradale nelle città costiere (Fano e Pesaro) con continui sforamenti delle PM10, inarrestabile spopolamento delle aree interne, difficoltà di sviluppo imprenditoriale turistico in importanti zone di rilievo storico, artistico, architettonico, paesaggistico. Urbino ha perso 8.000 residenti ( da 23.000 a 15.000) negli ultimi venti anni.
Contrariamente alla provincia di Pesaro e Urbino, in questi ultimi decenni si è consolidato in tutta Italia non solo  uno sviluppo delle ferrovie ad alta densità di traffico e ferrovie locali, ma anche un recupero delle ferrovie storiche che, cessato momentaneamente il traffico viaggiatori,  sono diventate  dei veri motori turistici grazie alla costituzione  nel 2014 della Fondazione FS che sta sviluppando il comparto dei treni storici con notevole successo di pubblico.

Anche la Regione Marche si è molto impegnata per lo sviluppo delle ferrovie locali elettrificando la ferrovia Ascoli-Porto d’Ascoli (10milioni di euro) con l’acquisto di nuovi treni regionali (4  Jazz e 8 Swing 60 milioni di euro)  e riuscendo ad ottenere anche il finanziamento di 39 milioni di euro per l’elettrificazione della Civitanova- Macerata –Albacina    (Cipe  Piano Operativo FSC 2014-2020)

Un emendamento passato in Commissione Bilancio della Camera il 23 novembre u.s. ha autorizzato la spesa di 210 milioni di euro per il completamento dei 29 chilometri della linea Ferrandina-Matera.
In tal modo  Urbino rimarrà in Italia l’unico capoluogo di provincia non raggiungibile in treno !
Non è certamente è un risultato di cui andare fieri !
Per quale incomprensibile ragione per  la ferrovia Fano-Urbino non sono mai stati richiesti i finanziamenti dovuti?

E’ ben noto che esiste un progetto preliminare , redatto da Associazione FVM assieme con Pegaso Ingegneria (Milano) e  Sistema Ingegneria (Firenze) sulla messa in esercizio della ferrovia Metaurense . Tale progetto ,a disposizione gratuita per le istituzioni,  dimostra che il recupero per uso trasportistico è possibile  ad un costo abbastanza contenuto: 87 milioni di euro per 50 chilometri di ferrovia!

Oggi  ci si chiede  per quale altro misterioso motivo proprio in questi giorni la ferrovia Metaurense  è scomparsa dall’elenco delle ferrovie turistiche, espresso nella  Proposta di  Legge Iacono e altri n.1178 (emendamento art. 10bis del 7 dicembre  2016), quando la stessa ferrovia Metaurense era stata additata come una delle più importanti e significative nel novero nazionale.

Il suo nuovo inserimento nell’elenco delle ferrovie turistiche dipenderà ora dalla volontà regionale.  Salvare e recuperare la ferrovia Fano-Urbino con costi a carico del gestore dell’infrastruttura è un’ opportunità irrinunciabile!
Per il ruolo che riveste Le chiediamo di non favorire decisioni affrettate senza aver individuato quali conseguenze determineranno nel futuro del nostro territorio.

Compito della politica è creare occasioni di sviluppo e di miglioramento delle le condizioni di vita delle persone.
Il mancato recupero della ferrovia Fano Urbino come polo turistico  nel territorio delle Marche  Nord sarebbe un passo falso  inconcepibile e controproducente nei confronti delle aspettative di sviluppo economico e sociale dei nostri concittadini .

AssociazioneFVM Ferrovia Valle Metauro

 

abiancani@consiglio.marche.it; sandro.bisonni@consiglio.marche.it; manuela.bora@regione.marche.it; gianluca.busilacchi@consiglio.marche.it; mirco.carloni@consiglio.marche.it; anna.casini@regione.marche.it; piero.celani@consiglio.marche.it; fabrizio.cesetti@consiglio.marche.it; luca.ceriscioli@consiglio.marche.it; piergiorgio.fabbri@consiglio.marche.it; francesco.giacinti@consiglio.marche.it; enzo.giancarli@consiglio.marche.it; peppino.giorgini@consiglio.marche.it; elena.leonardi@consiglio.marche.it; giovanni.maggi@consiglio.marche.it; marzia.malaigia@consiglio.marche.it; luca.marconi@consiglio.marche.it; jessica.marcozzi@consiglio.marche.it; antonio.mastrovincenzo@consiglio.marche.it; francesco.micucci@consiglio.marche.it; renato.minardi@consiglio.marche.it; loretta.bravi@regione.marche.it; romina.pergolesi@consiglio.marche.it; moreno.pieroni@regione.marche.it; boris.rapa@consiglio.marche.it; angelo.sciapichetti@regione.marche.it; federico.tale@consiglio.marche.it; gino.traversini@consiglio.marche.it; fabio.urbinati@consiglio.marche.it; fabrizio.volpini@consiglio.marche.it; sandro.zaffiri@consiglio.marche.it; luigi.zura@consiglio.marche.it

Auguri a tutti

Sperando che il Natale, in futuro,
si festeggi con un treno vero!


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                  Associazione Ferrovia Valle Metauro