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| Un progetto per la ferrovia |
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il progetto per il recupero della linea (ing. mauro santinelli) Mauro Santinelli si è laureato in ingegneria civile nella specializzazione trasporti presso il Politecnico di Torino ed è iscritto all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pesaro e Urbino. Ha frequentato l'Accademia Militare di Modena, è stato ufficiale dell'Esercito Italiano ed ha prestato servizio nel Reggimento Genio Ferrovieri di Bologna dove ha svolto l'attività di progettazione e direzione lavori di ponti ferroviari e di armamento ferroviario in Italia in collaborazione con le Ferrovie dello Stato e di lavori di armamento ferroviario per la riattivazione e potenziamento delle linee ferroviarie dei Balcani (Bosnia, Kosovo ed Albania). Tuttora presta servizio nel Comune di Pesaro nel quale di occupa di pianificazione della mobilità e del traffico e progettazione di infrastrutture viarie. Lo studio di fattibilità non tiene conto dell'intervento del Genio per i lavori di recupero, quindi i costi sono quelli realmente da sostenere. Nel caso di intervento del Genio si avrebbe una riduzione di circa il 65-70% almeno per quanto riguarda la parte relativa all'armamento.
PROGETTO - RELAZIONE PROGETTO - DOCUMENTAZIONE in sostanza il costo della riapertura si aggirerebbe intorno ai 90 milioni di euro e la gestione annua ammonterebbe a circa 3,5 milioni. studio sulla mobilità (arch. roberto routher-rutter, urbanista)
LETTERA Arch. Rutter, Urbanista triestino iscritto al Collegio degli Ingegneri ferroviari e Pianificatore di infrastrutture territoriali. Cenni_di_pianificazione_del_TPL_su_rotaia_nel_Montefeltro
treno e bici una soluzione vincente (geom. marco vimini) Marco Vimini, geometra, libero professionista ed appassionato di ferrovie, esercita la professione di Geometra nella provincia di Pesaro. Il progetto illustra, attraverso uno studio sulla cartografia del territorio della vallata del Metauro, come si possano sfruttare le strade che corrono parallelamente alla ferrovia, in piste ciclabili, lasciando la ferrovia al suo posto e assumendo ad essa il ruolo principale per la mobilità urbana.
Le strade utilizzabili dalla ciclabile esistono già in parte e sono costituite da percorsi stradli esistenti, sia strade asfaltate che vie di campagna. I dati metrici desunti dalla cartografia, farebbero pensare a lunghezze importanti realizzando un percorso di addirittura 57 chilometri, leggermente più lungo della stessa linea e articolato in luoghi ben più caratteristici. Le stazioni potranno essere tutte di tipo impresenziato e comandate direttamente da un unico centro di controllo che potrà avere sede ad esempio a Fano. Lungo la linea si dovranno prevedere nuove fermate. Queste ultime saranno ubicate in punti strategici, ovvero, sia nei punti "di contatto" tra la ciclabile e la ferrovia, che in nuove zone scelte sul territorio a seconda delle reali necessità della popolazione, ovvero a seconda dell'ampliamento e dello sviluppo urbanistico dei comuni. Le stazioni, declassate a semplici fermate, saranno del tipo "a richiesta" tranne chiaramente i capolinea (Fano e Urbino) e la stazione di inversione (Fermignano) dove sarà sempre garantita la sosta dei mezzi. Questa soluzione è stata già adottata in molte altre linee ferroviarie, come ad esempio la Merano-Malles e la Trento-Malè-Marilleva. Un'altra soluzione applicabile per la diminuzione del traffico, è la costruzione di un moderno sistema di parcheggi, atti a soddisfare l'esigenza delle città più importanti, delocalizzando il traffico verso altre zone periferiche e più vicine alle grandi arterie di comunicazione. In questo modo la ferrovia oltre a valorizzare il territorio inserendosi come un utile mezzo di trasporto, potrebbe portare nuove aspettative anche sotto il profilo turitico. Oltre a poter apprezzare le meraviglie naturalistiche della nostra provincia, il percorso è adiacente a molti percorsi storico culturali, come le importanti città di Urbino (patrimonio Unesco) e Fossombrone nonchè di svariate testimonianze del passato come le rovine romane di Forum Semprnonii, nonchè la Gola del Furlo, le Marmitte dei Giganti, solo per citarne alcune. L'interscambio tra i vari mezzi per la mobilità urbana, avverrà attraverso moderne stazioni che cosentiranno il passaggio da un sistema di trasporto ad un altro, nello specifico dal mezzo su ferro (notoriamente più sicuro ed affidabile) al mezzo su gomma, infinitamente più versatile. Quest'ultima soluzione potrebbe essere adottata sia a Fermignano che ad Urbino! Spiegate le reali possibilità di sviluppo per il territorio, torniamo al concetto di pista ciclabile. Vero è che potrebbe portare una sicreta mobilità tra le frazioni che ora è assente ma dovrebbe essere adeguata anche in tutte le sue strutture (illuminazione gallerie, sistemazione di ponti e viadotti, recinzioni sulle scarpate, nonchè costi per la pulizia periodica) Planimetria della linea e schema del progetto; Tavola di inquadramento generale 1 Tavola di inquadramento generale 2 Si rimandano altre valutazioni ed approfondimenti a persone più competenti in materia. |

Il progetto

