Gruppo di protezione civile B. Montalbano

 

L’organizzazione di volontariato si pone come scopo principale di creare un Gruppo Operativo specializzato in attività ferroviarie nell’ambito della Protezione Civile.

Il Gruppo Operativo è iscritto nella Sezione Protezione Civile del Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato dal 23 luglio 2008, con decreto della Regione Marche n. 163 del 23 luglio 2008.

 Il gruppo è stato intitolato alla memoria del Questore Baldassarre Montalbano.


Il Questore Montalbano ripreso nella cabina della 740.160 in compagnia del macchinista Lorenzo Silvestrini.
Falconara Mar. Luglio 1989


“Baldo ” a Bari Centrale in viaggio verso la Calabria per una serie di escursioni a vapore  sulle FCL tra Cosenza e S.Giovanni in Fiore.
Marzo 1988

biografia di B.Montalbano

Baldassare Montalbano, meglio noto come Baldo tra gli amici, nasce a Sciacca nel 1930 da padre capostazione. Forse fu da lui che  derivò quell’amore per i treni che poi nel tempo costituirà una delle passioni  della sua vita.
Poliziotto ma non sbirro, come amava definirsi, commissario di PS per molti anni  a Udine, Gorizia e Fabriano per poi passare a Fano e in ultimo a Pesaro, come vice questore,  Baldo ricorda molto il personaggio di Camilleri, tanto che noi figlie, quando il primo romanzo fu pubblicato (a solo un anno dalla sua morte), ci chiedemmo se ci fosse stato qualche  contatto, qualche riferimento a  nostro padre.
Uomo di legge ma anche personaggio particolare, amante della musica, del canto, del collezionismo più vintage (si direbbe ora), amava aiutare soprattutto i giovani che giustamente voleva indirizzare verso una vita scevra dei mali che, prima nella sua giovinezza durante la guerra e poi nel suo lavoro era costretto a vedere.
Ma erano soprattutto i treni a vapore la sua grande passione e appena poteva, scappava a vederli alla Stazione (chissà perché abbiamo abitato sempre vicino alle stazioni!!).
Fin da piccole abbiamo convissuto con questo amore, tanto che ancor prima di nascere, già avevamo avuto in dono,  pur essendo femmine, un modellino Rivarossi con cui dilettarci.
Quando iniziò lo smantellamento delle vecchie carrozze di legno in disuso, con l’eliminazione di alcuni elementi d’arredo o di identificazione dei treni, la nostra casa divenne un piccolo museo, con valvole, targhe d’ottone e pezzi vari, che tentava di inserire nell’arredamento, nonostante le proteste di nostra madre. Un esempio per tutti: le nostre a bajours  in camera da letto erano due fanali di locomotiva!!
Tante sono le foto e i ricordi legati ai treni, alcune immagini di lui in tuta blu da macchinista, figura in cui amava immedesimarsi (quasi un eroe sui generis).
Ambientalista senza saperlo, amante del treno, come rappresentante di un mezzo con cui muoversi, gustandosi il tempo, il paesaggio, la lettura, senza la fretta e la stress che altri trasporti comportano, aveva iniziato intorno agli anni 90  a interessarsi alla riapertura di alcune tratte ferroviarie dismesse (come la Fano-Urbino), molto importanti e godibili  anche dal lato paesaggistico.
Con Carlo Ballagamba, trovò un amico con la stessa passione che li portò a viaggiare per l’Italia e all’estero, su linee dismesse che per l’occorrenza venivano riabilitate per il passaggio di treni a vapore, dalle bellissime e lucenti locomotive nere.

scritto da Mirella e Letizia Montalbano